Tommaso Pendola tra apostolato, pedagogia e impegno civile
Apostolato, pedagogia e impegno civile sono i tre filoni della vita di Tommaso Pendola evidenziati nel volume che segnaliamo, edito dall'AIES, a cura del prof Marino Bennati. Apostolato, con l'impegno a far conoscere all'uomo la sua vocazione più alta; pedagogia, per far crescere le competenze e le possibilità di vita sociale dei sordi; impegno civile, infine, vissuto con un profondo legame tra i suoi studi e le sue opere e la città di Siena.
Nato all'inizio del XIX secolo a Genova, il giovane Tommaso Pendola fu inviato a Siena all'età di ventuno anni come insegnante di filosofia presso il Collegio Tolomei. Cominciò direttamente la sua attività rivolta all'educazione dei sordi nel 1824, in un appartamento, per poi spostarsi, nel 1828, nell'ex-convento di Santa Margherita in Castelvecchio. Gli anni che trascorse nella città toscana sono scanditi da una vasta produzione scientifica, contribuendo in prima persona al passaggio da un'educazione definita come "pura arte" a una pedagogia speciale che fosse "vera e propria scienza". Le tappe che segnano lo sviluppo del pensiero del Pendola sono evidenti in diverse opere. Da ricordare, ad esempio, una rilevazione statistica della diffusione della sordità nel Granducato di Toscana dove, oltre alle analisi quantitative, si riflette sullo stato di abbandono vissuto dal sordo; le opere Corso di insegnamento per il sordo-muto italiano, dove il Pendola per la prima volta delinea il percorso proposto per l'educazione del sordo, pubblicazione riveduta e aggiornata pochi anni dopo con l'opera Sull'educazione dei Sordo-Muti in Italia. Entrambe queste opere sono ancora influenzate dal metodo mimico, ma è nel 1869 che avviene il contatto con il metodo orale, le cui potenzialità vengono illustrate con il volume La metodica applicata. A partire da questa pubblicazione, il Pendola si fa difensore del metodo orale, che ritiene con forza essere l'unico capace di restituire il sordo alla società, pensiero che trova un'importante sistematizzazione nell'opera del 1882 Corso di lezioni di Pedagogia speciale ad uso dei maestri dedicati all'insegnamento orale. Alla produzione scientifica, si affiancano gli sforzi per promuovere la realizzazione di una comunità di educatori in grado di comunicare e diffondere i progressi nel campo dell'educazione dei sordi. A questo proposito, sono da ricordare l'impegno rivolto all'organizzazione, nel 1873, del primo Congresso degli educatori a Siena e la pubblicazione, nel 1872, di una rivista specializzata, Dell'Educazione dei Sordo-Muti in Italia, che esce tuttora.
I saggi contenuti nell'opera riescono a presentare ampiamente, in particolare a chi si interessa di sordità oggi, non soltanto una figura che rappresenta il fondatore della Pedagogia speciale in Italia, ma la situazione di un'epoca che, pur attraversata da forti tensioni politiche e sociali, fu ricca di uomini capaci di portare il nostro paese all'avanguardia della scienza dell'educazione con intendimenti educativi originali e con attenzione particolare ai disabili dell'udito.
Lorenzo Desideri




