La terza nazione del mondo

Il titolo ricorda quanto a paradossalità la famosa frase di apertura di Animal Farm di Orwell "tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". Speravo che fosse solo una provocazione ed invece durante la lettura del volume ho ritrovata confermata la contraddittorietà del messaggio.

Un libro che parla di disabilità volendo denunciare l'emarginazione dei disabili che vengono e si considerano soltanto tali "chi è disabile si considera prima di tutto disabile" (pag. 13), denuncia che viene fatta usando esattamente lo stesso metodo denunciato, ovvero trattando soltanto la disabilità. Alla fine della lettura stentavo a ricordare che i disabili sono...persone.

È sicuramente un testo utile per meditare, per riflettere, un saggio che offre una panoramica ampia ed esaustiva di tutti i temi che concernono la disabilità. Si parla del ruolo della tecnologia e delle opportunità che essa offre; della valenza psicologica che "la protesi" ha per chi la porta e per tutti gli altri; l'elaborazione personale della disabilità e il suo impatto nella vita relazionale e affettiva della persona e della famiglia (l'autore sembra tuttavia dimenticare che la disabilità non è solo quella motoria). Il testo non tralascia ovviamente il grande tema dell'esclusione, definita assai felicemente "l'esclusione è costruita dagli stessi esclusi" (pag.59) e termina in una descrizione normativa dello stato dell'arte dell'integrazione (a detta dell'autore inesistente) delle persone disabili, anzi, dei disabili. Interessantissimo e purtroppo poco approfondito l'accenno ai meccanismi perversi che si creano nel mondo dell'associazionismo (pagg. 70 e 71), così come il capitoletto sulla storia della diversità.

Una carrellata di grandi temi che naturalmente non potevano essere esauriti in un singolo volume.

Tuttavia credo che il libro sia affetto da un bias di fondo, ovvero si vuole affermare la normalità delle persone disabili esaltandone e rispettandone la diversità: vedi le paralimpiadi, vedi l'arte che sottolinea la disabilità, vedi la risoluzione ONU sui diritti dei disabili (non basta la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo? Se abbiamo bisogno di esplicitare i diritti dei disabili accanto ai diritti degli uomini... allora i disabili non sono uomini?). Anche il titolo stesso, la terza nazione del mondo, sembra ghettizzante.

Forse, come lascia inavvertitamente intendere l'autore, sono davvero i disabili i più grandi nemici di se stessi.

Valentina Paoli

La terza nazione del mondo

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