Io e il mio amico disabile.

Il titolo lascia presagire un trattato teorico e completo sul modo in cui gli adolescenti vivono il rapporto -qualsiasi esso sia- con un coetaneo disabile.

In realtà esso presenta una breve panoramica della letteratura su disabilità e pregiudizio, panoramica che tratta i principi classici relativi alla formazione e alla natura di stereotipi e pregiudizi (per i quali varrebbe allora la pena di andare a leggere direttamente la fonte classica, il lavoro di Gordon Allport). Si espone quindi un breve riassunto dei punti principali relativi all'interessante tema del vissuto della disabilità all'interno della famiglia.

Il fulcro del libro è l'osservazione empirica svolta su disegni elaborati da 68 preadolescenti tra gli 11 e i 14 anni di età in una scuola media in provincia di Salerno. Lo studio, che ha analizzato nello specifico le rappresentazioni grafiche dell'amicizia con coetanei disabili, ha dato il prevedibile esito di una rappresentazione diversa da parte dei soggetti del compagno di classe disabile rispetto al compagni di classe normale. Come ogni altra indagine anche questa è passibile di critiche, ma ad ogni modo non si può non apprezzare il tentativo, più o meno riuscito, di dimostrare concretamente la presenza di un comportamento differenziato nei confronti degli adolescenti disabili.

Proseguendo nella linea pratica e partendo dal presupposto che il "pre-giudizio" può per la sua stessa natura anticipatoria essere "pre-venuto", vengono dettagliate delle proposte educative per gli insegnanti di scuola primaria e media inferiore, proposte utili per "l'esplorazione e la valorizzazione delle differenze individuali" (p. 65).

Il libro si presenta pertanto più come un utile quaderno operativo per insegnanti che non un manuale teorico di psicologia dell'adolescenza.

Valentina Paoli

 

Io e il mio amico disabile

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