Gli occhi neri
Il libro si apre su una scena un po’ spaventosa, quella del buio, nero come il carbone, in cui Matteo vive; è, infatti, un bimbo cieco fin dalla nascita.
Dopo questo attimo di spavento è bella la sensazione di leggerezza con cui si sfogliano le pagine successive, quando Matteo racconta come ha imparato ad esplorare il mondo utilizzando i suoi altri “occhi”, ne ha ben ventisei: quelli nascosti nelle orecchie, quelli sulla punta delle dita, nelle narici o in bocca.
Grazie a questi occhi speciali Matteo apprezza e conosce tutto quello che lo circonda.
Il libro è pieno di belle immagini create con colori caldi e avvolgenti , mentre il testo ben descrive il mondo di Matteo, fatto di fantasia e di realtà, come ad esempio le piantine mentali che utilizza per girare per casa.
Questo libro è pensato per i bambini, e credo che a loro possa piacere, aiutando tutti a cercar di capire condizioni sconosciute e possibili, affrontate con sicurezza.
Certamente farà pensare gli adulti che lo leggono: la leggerezza delle immagini e le semplici parole commuovono e fanno riflettere su parole e atteggiamenti necessari per entrare in relazione col mondo dei bambini che non vedono e per accompagnare altri bambini nella lettura e nell'incontro.
Gilles Tibo Zaü
Nord - Sud Edizioni




