Quando la lingua italiana è un problema.
Elisa Franchi e Debora Musola (A cura di)
Aquisizione dell'italiano e sordità.
Omaggio a Bruna Radelli
Libreria Editrice Cafoscarina srl, Venezia, 2011
Dopo pochi mesi dalla sua scomparsa, il Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia rende omaggio alla professoressa Bruna Radelli, realizzando una giornata di studi sul tema della conoscenza dell’italiano da parte dei sordi.
Nonostante tutti i servizi che oggi vengono offerti, l’autonomia linguistica in italiano resta ancora un obiettivo che poche persone sorde raggiungono: lo scopo dichiarato della giornata era quello di realizzare una riflessione a più voci sullo stato di sviluppo della lingua italiana nel bambino sordo e capire la relazione fra gli esiti dei diversi interventi e la reale autonomia del bambino sordo rispetto a tutte le componenti del “sapere l’italiano”.
In questo libro sono pubblicati gli atti del convegno, realizzato il 15 gennaio 2010, in collaborazione con la Cooperativa Logogenia.
Il testo è arricchito in apertura da due scritti originali della linguista Bruna Radelli ideatrice della disciplina e del metodo Logogenia, che per oltre dieci anni ha insegnato presso il Dipartimento di Scienze del Linguaggio a Ca’ Foscari.
Il contributo principale nasce poi dalla ricerca di Debora Musola ed Elisa Franchi, che hanno presentato i primi risultati della loro ricerca sull’acquisizione della lingua da parte di bambini e ragazzi sordi delle scuole di alcune regioni del nord Italia. L’esposizione dà ampio spazio al metodo della logogenìa, usato come valido e innovativo strumento di indagine.
Citiamo brevemente alcuni dei molti studiosi presenti con le loro analisi.
Il lavoro di Bertone, Cardinaletti, Grosselle,Volpato, analizza le abilità linguistiche generali in sei adolescenti sordi segnanti LIS con sordità profonda e severa, confrontate con quelle di 12 bambini normoudenti di comparabile età linguistica rispetto al compito di comprensione di frasi scritte del test TCGB. Dall’analisi emerge un ritardo della competenza linguistica dei sordi segnanti rispetto al gruppo di controllo formato dai bambini udenti.
Il lavoro di Santarelli “L’outcome percettivo-linguistico dell’impianto cocleare in giovani adulti con ipoacusia preverbale” presenta i risultati della valutazione delle abilità linguistiche di tre gruppi di soggetti sordi che hanno ricevuto l’impianto cocleare. I dati che vengono riportati sono di un migliore riconoscimento di materiale verbale in open-set (che raggiunge dopo 2 anni il 100%), a fronte però di uno sviluppo fonologico meno brillante.
Gherardi nella sua relazione “Monitorare l’esordio linguistico del bambino sordo” illustra il nuovo protocollo di valutazione del linguaggio espressivo utilizzabile nella fase di esordio e primo sviluppo del linguaggio che consente di raccogliere dati relativi a parametri linguistici fonetico fonologici e morfo sintattici.
Il contributo di Bellò “Integrazione multidisciplinare: una sfida possibile” enfatizza l’urgenza di un approccio unitario nel quale possano congiungersi gli approcci a tutte le professionalità che agiscono insieme al bambino sordo.
La relazione di Dolza e Loi “L’italiano difficoltà trasversale per lo studente sordo: percorsi verso l’autonomia linguistica” illustra l’articolata casistica di interventi specializzati offerti dall’istituto sordi Torino, testimoniando l’importanza di riconoscere e rispettare gli esiti della storia riabilitativa e famigliare di ciascun alunno sordo
Ceria “Leggere e scrivere in un contesto bilingue” presenta il sistema di educazione linguistica bilingue LIS-italiano attivo nella scuola statale di Cossato(BI).




