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Individuare precocemente i piccoli sordi è una necessità
Giulia AmbrosettoUna ipoacusia (sordità) permanente nel bambino può avere conseguenze sullo sviluppo del linguaggio e delle abilità cognitive, tanto più gravi quando il deficit è grave e quanto più precoce è la sua insorgenza.
Questo deficit non provoca lesioni visibili e così gli effetti sullo sviluppo del bambino non si manifestano chiaramente nelle prime epoche della vita.
Purtroppo le sordità infantili bilaterali permanenti o persistenti non sono rare, quelle congenite hanno un’incidenza di circa 1,5 nuovi casi per mille neonati (studi più recenti evidenziano dati che arrivano al 3 per mille). Esistono inoltre alcuni bambini, ad esempio quelli ricoverati in terapia intensiva neonatale e quelli con precedenti famigliari per deficit uditivi, in cui il rischio di un’ipoacusia può essere 10-20 volte maggiore.
Ogni anno nascono in Italia circa 200 bimbi con una forma di sordità profonda. La diagnosi precoce è fondamentale.
Più precoce è la diagnosi, prima si possono scegliere e iniziare le terapie e la riabilitazione; in questo modo sarà massima la percentuale di successo nello sviluppo armonico del bambino, che comprende non solo il linguaggio, ma anche le informazioni possibili, le conoscenze, le abilità di attenzione e apprendimento, perfino le capacità motorie.
Le neuroscienze hanno oggi ulteriormente accertato quanto le potenzialità delle aree cerebrali possano evolversi e acquisire funzioni e collegamenti in relazione a stimoli e trattamenti opportuni, se si interviene precocemente.
Lo screening neonatale audiologico è il modo efficace per arrivare con un buon margine di certezza alla diagnosi di sordità entro i primissimi mesi di vita. Si realizza uno screening quando tutti i bambini che nascono in una città o in una zona definita - non solo quelli considerati "a rischio" - sono sottoposti a un semplice esame non invasivo, che documenta il funzionamento della coclea ( esame delle otoemissioni). Se c'è un sospetto di funzionamento non corretto, si invia il bambino ad altri esami, che accertano una diagnosi negativa o positiva.
Nonostante questa possibilità la diagnosi di sordità in Italia viene ancora effettuata con estremo ritardo, tra i 22 e i 28 mesi; lo screening audiologico neonatale non è ancora prassi abituale.
La Federazione italiana dei medici pediatri sta cercando di intervenire in collaborazione con la Società nazionale di audiologia. “Cerchiamo di informare e formare i colleghi “ spiega Giovanni Lenzi pediatra responsabile del progetto ”perché siano aggiornati e sensibili nel valutare le tappe dello sviluppo uditivo del bambino”.
In generale manca un quadro d'insieme che preveda lo screening iniziale, tutta la rete dei controlli di secondo livello, i Centri di riferimento regionali e un Registro nazionale. «In un Paese civile è essenziale, sottolinea Alessandro Martini, audiologo dell'università di Padova. Serve anche a capire se nelle varie regioni esistono fattori di tipo epidemiologico più importanti di altri e quindi ad intervenire a livello di prevenzione».
Da parte di molti viene invocata l'adozione delle Linee guida nazionali sullo screening, si auspica che siano inserite nel nuovo Piano sanitario nazionale 2010-2012, in discussione.
Anche nella provincia di Bologna da un anno è stato attivato lo screening audiologico, quindi ora in tutti i centri nascita i bambini
(in totale oltre 8000 all'anno) hanno la possibilità di essere diagnosticati precocemente.
Varrebbe la pena di avviare una accurata ricerca/azione su modalità di intervento e di sostegno terapeutico ai piccolissimi e alle loro famiglie.
La Fondazione Gualandi, ente educativo, in collaborazione con Ausl, Comune di Bologna e Università, ha studiato e realizzato, prevedendo la necessità di interventi di sostegno di nuovo genere, un ambiente dedicato all'educazione inclusiva di piccoli sordi insieme agli altri piccoli coetanei.
Il Nido Il cavallino a dondolo, dal 2008, accoglie 24 bambini dai 12 ai 36 mesi, fra i quali oggi 3 piccoli ipoacusici, che utilizzano occasioni, proposte e stimoli necessari e utili a tutti, senza essere mai valutati come diversi, anzi maturando competenze, qualità sociali e comunicazione attiva con grande successo.
Maggiori notizie sul sito www.ilcavallinoadondolo.it
Bibliografia:
Il Corriere della Sera del 10-10-2010 “Solo a 6 neonati su 10 viene fatto il test per scoprire la sordità” di Ruggiero Corcella
Redattore Sociale del 05-10-2010 “Problemi di udito, al Gemelli un anno di diagnosi precoce”






