Credere nella musica

Giulia Ambrosetto

I Deaf Drums Road (letteralmente: "Tamburi sordi di strada"), sono un gruppo di percussionisti non udenti formato da allievi del Convitto per sordi di Roma.

Vedere dal vivo questo gruppo di ragazzi è una esperienza divertente e travolgente, e si fa fatica a capire come possano suonare senza udire la musica. Il loro repertorio spazia dai Queen a Jovanotti, passando per Beethoven, il jazz, la musica folk e la canzone napoletana.

Il Maestro Quarta racconta come è nata questa avventura, come è stato possibile portare la musica dove non è facile immaginare che possa arrivare.

L’esperienza è nata nel 2000, quando Sergio Quarta fu invitato a tenere un laboratorio musicale e teatrale al quale partecipavano, insieme ai ragazzi normodotati, anche alcuni non udenti provenienti dal Convitto per sordi di Roma.

Dopo questa prima esperienza il Convitto chiese al Maestro di tenere un laboratorio di musica al suo interno e i risultati sono stati fin dal principio stupefacenti.

Una delle prime difficoltà da affrontare è stata far comprendere ai ragazzi il significato del ritmo.

Il ritmo è qualcosa che noi tutti impariamo sin da quando siamo nella culla, attraverso tutti gli stimoli uditivi che ci colpiscono fin dai primissimi giorni di vita, ad esempio tramite il suono della ninna nanna cantataci dai nostri genitori. Ma come spiegare questo a chi il ritmo non l’ha mai vissuto?

Sergio Quarta lavorando con i ragazzi sordi si è  concentrato sui movimenti quotidiani e spontanei, quelli che di per sé risultano ritmati, in particolare sul camminare. 
Una persona sorda, camminando, riproduce in maniera spontanea una sequenza ritmica regolare, come fa una persona udente. Di qui è nata l'idea: insegnare ai ragazzi a battere le mani su un tamburo tenuto in grembo non da seduti bensì in piedi, camminando. Facendo corrispondere a ogni passo un colpo prodotto con la mano si ottiene un effetto all’unisono, e si sviluppa la costruzione di un ritmo regolare.

Sentendo la vibrazione dei tamburi e delle percussioni oggi i ragazzi sono in grado di far cantare i loro strumenti anche da seduti.
Massimo, uno degli allievi del professor Quarta, spiega: «Noi riusciamo a suonare grazie alle vibrazioni che rimbombano all'interno dei tamburi, riusciamo a percepirle. Naturalmente dobbiamo studiare il ritmo, la matematica, per riuscirci. 
Dobbiamo prestare molta attenzione e seguire il nostro maestro, che ci fa capire se il ritmo della musica è lento o veloce. Il maestro ci ha aiutati a individuare il ritmo, spiegandoci che lo possiamo tenere camminando: se si fanno passi più brevi, il ritmo sarà più veloce, se i passi sono più lunghi, sarà più lento».

I ragazzi si divertono e credono in quello che fanno esattamente con la stessa passione dei loro coetanei. Il pubblico divertito ringrazia e si stupisce di dove sia arrivata la musica.

Deaf drums road, pagina facebook

I Deaf Drums Road durante un concerto